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Il brodo Vegetale! ecco la verità!
www.autosvezzamento.it il 27/07/2015, alle 20:05 (UTC)
 Per preparare il brodo vegetale si utilizzano (secondo le indicazione del mio pediatra) 1 litro d’acqua, 1 patata non troppo grande, 1 zucchina e 1 carota.
Le verdure devono essere freschissime e possibilmente bio, questo per assicurare di offrire al bambino un prodotto ricco di vitamine.

Questa “ricetta” l’ho trovata aprendo un sito a caso. A seconda della “ricetta” e del sito può non esserci la zucchina, può comparire il sedano, sparire la patata e così via. Ma questi particolari non contano molto visto l’argomento specifico di cui voglio parlare, cioè: cosa finisce delle verdure nel brodo?
Dati gli ingredienti di partenza possiamo immediatamente scrivere che nel brodo troveremo:

Grassi 0
Proteine 0 – tracce
in quanto le proteine vegetali, se anche fossero solubili, sarebbero comunque poche in partenza. Ad esempio nei dadi vegetali commerciali sono generalmente del tutto assenti.
Nel brodo vegetale troviamo un po’ di carboidrati, nell'ordine dei 2-3 grammi per litro, che derivano dalle verdure e una piccola percentuale di questi saranno zuccheri. Quindi aggiungiamo alla lista:
Carboidrati: un pochino
zuccheri: tracce
Ecco perché il contenuto calorico è molto basso. Facendo il paragone tra varie marche di dadi vegetali ho visto che le calorie presenti in 100 ml di brodo vegetale sono circa 10-15, se non addirittura meno.
Per questi motivi il brodo vegetale non fornisce nutrimento, ma solo senso di sazietà dovuto dall’aver ingerito una tazza di liquido caldo.
Calorie: 5-15 kcal

Per quanto riguarda il contenuto vitaminico, questo è vicino allo 0. Alcune vitamine, tra cui la A, sono liposolubili, ovvero si sciolgono solo nei grassi. Quindi non nel brodo.
Le vitamine idrosolubili, invece, sono in molti casi anche termolabili, cioè con il calore decadono. L’esempio classico è quello della vitamina C, che degrada molto facilmente, così come la maggior parte di quelle del gruppo B.

Anche il beta-carotene, un precursore della vitamina A, non è solubile in acqua, per cui se lo vogliamo assumere dovremo mangiare la carota del brodo condita con un po’ d’olio.
Quindi possiamo aggiungere alla nostra tabella nutrizionale.

Vitamine: 0 – tracce

Notate come nella “ricetta” citata in alto si adduceva all’importanza dell’uso di verdure biologiche proprio allo scopo di avere un brodo pi ricco di vitamine. Credo che sia già evidente da quanto scritto finora quanto tutto ciò sia privo di fondamento… Tuttavia chi ha scritto questa ricetta non è l’unica a diffondere tali credenze, in quanto ho trovato in tantissimi siti claim molto simili. (Per inciso il riferimento alle verdure bio come più ricche di vitamine è privo di fondamento, come potete leggere qui)

I minerali presenti nelle verdure invece almeno in parte si ritrovano nel brodo. Questo articolo, che ha studiato proprio questo effetto, si afferma che circa il 30-40
ei minerali presenti nelle verdure si trasferisce nell’acqua. Una maniera per aumentare la presenza di minerali nel brodo è usare molta acqua per far bollire le verdure e successivamente strizzarle.

Minerali: presenti in quantità variabile
Per avere un’idea di quanti minerali si trovano nel brodo possiamo utilizzare le tabelle INRAN riguardanti zucchina, patata e carota crude e confrontarle con i LARN e i fabbisogni giornalieri di minerali.
Facendo due calcoli, che vi risparmio, vediamo che queste verdure hanno quantità significative di potassio, nonché calcio, fosforo, sodio e altri – ma in quantità basse – e ferro – in quantità trascurabili.

Riassumendo, il brodo vegetale è un liquido a contenuto calorico molto basso generato prevalentemente dai pochi grammi di carboidrati presenti. I contenuti proteico e lipidico sono trascurabili, così come la quantità di vitamine presenti. I sali minerali saranno presenti in quantità variabili a seconda della proporzione acqua/quantità di verdure e del tempo di cottura.

Fare il brodo vegetale perché piace e per usarlo come base per altre preparazioni va certamente bene. Invece ritenerlo fonte di nutrienti o come sostituto delle verdure è solo uno spreco di tempo e di verdure.
 

Carta dei diritti della Partoriente
Ost. Giulia Ceruffi il 05/02/2015, alle 14:48 (UTC)
 Care mamme e papà,
la mamma in travaglio, il bimbo che sta nascendo e il papà, parte razionale e partecipe in sala travaglio, hanno dei precisi diritti fissati nel lontano 1985 dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). In vigore tutt'ora ma poco considerati, queste 15 raccomandazioni sono importanti per la gestione e il rispetto della partoriente durante tutto il corso della gravidanza. In particolare riguardo alla necessità di ricevere un’adeguata assistenza dall’ equipe sanitaria nell' evento travaglio parto. Molto importante in caso di fisiologia è la pianificazione insieme all'ostetrica o al ginecologo dei desideri e delle aspettative che i genitori hanno potuto mettere a punto nel percorso dei nove mesi di attesa. Conoscere e valutare ognuna delle 15 voci è fondamentale per una scelta consapevole del punto nascita.
Di seguito i 15 punti:
- Per il benessere psicologico della neo-madre deve essere assicurata la presenza di una persona di sua scelta – familiare o non – e poter ricevere visite nel periodo post-natale
- A tutte le donne che partoriscono in una struttura deve venir garantito il rispetto dei loro valori e della loro cultura
- L’induzione al travaglio deve essere riservata solo per specifiche indicazioni mediche e in nessuna regione geografica si dovrebbe avere un tasso superiore al 10%
- Non c’è nessuna giustificazione in nessuna regione geografica per avere più del 10 – 15% di cesarei
- Non c’è nessuna prova che dopo un precedente cesareo sia richiesto un ulteriore cesareo per la gravidanza successiva: parti vaginali, dopo un cesareo, dovrebbero venir incoraggiati
diritti partoriente
- Non c’è nessuna indicazione per la rasatura del pube e per il clistere prima del parto
- La rottura artificiale delle membrane, fatta di routine, non ha nessuna giustificazione scientifica e su richiesta, si raccomanda solo in uno stato avanzato del travaglio
- Durante il travaglio si dovrebbero evitare la somministrazione routinaria di farmaci se non per casi specifici
- Il monitoraggio elettronico fetale, fatto di routine, deve essere eseguito solo in situazioni mediche particolari selezionare e nel travaglio indotto
- Si raccomanda di non mettere la donna nella posizione supina durante il travaglio e il parto: si deve incoraggiare la donna a camminare durante il travaglio e a scegliere liberamente la posizione per lei più adatta al parto.
- L’uso sistemico dell’ episiotomia non è giustificato
- Il neonato in salute deve restare con la madre ogni volta che le condizioni dei due lo permettono: nessun processo di osservazione della salute del neonato giustifica la separazione dalla madre
- Si deve promuovere immediatamente l’inizio dell’allattamento persino prima che sia lasciata la sala parto
- L’allattamento costituisce l’alimentazione normale e ideale del neonato e dà allo sviluppo del bambino basi biologiche ed effetti impareggiabili
- In gravidanza si raccomanda un’educazione sistematica sull’ allattamento al seno, poiché attraverso una educazione e un sostegno adeguato tutte le donne sono in grado di allattare il proprio bambino al seno. Si devono incoraggiare le madri a tenere il bambino vicino a loro e a offrigli il seno ogni volta che il bambino lo richiede. E si raccomanda di prolungare il più possibile l’allattamento al seno e di evitare il complemento di aggiunte.

Questo documento costituisce la base su cui è stata redatta, nel 2006, legge italiana sulla “tutela dei diritti della partoriente, la promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato”.
 

L'Allattamento Materno: perchè così importante!
Ost. Giulia il 04/11/2013, alle 08:00 (UTC)
 L’allattamento materno
Ci sono molte ragioni per incoraggiare e sostenere l'allattamento materno. Il latte materno infatti:
• rappresenta l'unico alimento specifico per un neonato della specie umana;
• si adatta alle esigenze del neonato e varia la sua composizione da una settimana all'altra, dalla mattina alla sera, dall'inizio alla fine della poppata;
• è un alimento vivo, sempre pronto, alla giusta temperatura, facilmente digeribile e a costo zero.
Studi molto approfonditi hanno dimostrato e continuano a dimostrare una relazione positiva tra allattamento materno e salute del bambino, con minor comparsa di allergie, infezioni, diabete, obesità, ipertensione.
Allattare è vantaggioso anche per la mamma, in quanto migliora l'involuzione dell'utero e riduce l'incidenza del tumore al seno, all'ovaio e dell'osteoporosi in menopausa.
Ma soprattutto allattare al seno favorisce dei legami molto intensi tra madre e figlio. Il neonato umano è totalmente dipendente dalla sua mamma per la sopravvivenza. Il precoce contatto e il precoce attaccamento al seno aumentano l'entità e la durata dell'allattamento materno.
Secondo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, dell’Unicef e dell’Unione Europea, recepite anche dal nostro ministero della Salute, tutti i bambini dovrebbero essere esclusivamente allattati al seno per i primi sei mesi di vita (26 settimane) e l’allattamento al seno dovrebbe poi continuare per due anni e oltre, secondo il desiderio della mamma e del bambino.
Al giorno d'oggi allattare un figlio deve essere considerata una scelta e non un'imposizione: una madre non deve sentirsi obbligata ad allattare o sentirsi in colpa se non può o non riesce ad allattare. Ma nemmeno deve considerare il problema con superficialità.
La maggior parte dei problemi sull'allattamento dipendono da mancanza di conoscenze oppure sono il risultato di informazioni sbagliate. Perciò è fondamentale che ogni mamma arrivi alla nascita del figlio ben preparata e con idee chiare sull'allattamento e sulle eventuali difficoltà che si possono incontrare fin dai primi giorni di vita.
Una delle problematiche più comuni e più evitabili sono le Ragadi: piccole ferite lineari, dolorose e talora sanguinanti, che si formano nei primi giorni soprattutto alla base del capezzolo.
Sono favorite soprattutto dalla errata posizione in cui è tenuto il bambino e dall'errato modo di attaccarsi al seno.
Le RAGADI possono rappresentare un serio ostacolo al proseguimento dell'allattamento. In genere, se ben curate, possono guarire dopo alcuni giorni. La prevenzione però è la migliore alleata per evitarne la formazione. Semplici ed efficaci accorgimenti posso rendere l’allattamento più semplice e sereno:
• la posizione del neonato e l'attacco al seno devono essere corretti;
• mantenere bene asciutti i capezzoli (le coppette assorbilatte non sono consigliabili in caso di ragadi e nel primo periodo dell'allattamento; sconsigliate quelle rivestite di plastica);
• non usare reggiseni stretti o di tessuto sintetico;
• non usare sapone (che secca la pelle)
 

ACQUATICITA' in gravidanza!!
Ostetrica Giulia Ceruffi il 11/06/2013, alle 16:28 (UTC)
 Iniziano gli INCONTRI SOLO di MOVIMENTO in acqua!!
Un'occasione per prendersi cura di se in questo delicato momento!!
Schiena, circolazione sanguigna e muscoli perineali sfrutteranno al massimo i benefici dell'elemento acqua! Ci regaleremo anche momenti di relax...Una preparazione globale alla NASCITA!
Vi Aspetto!
 

Corso teorico/pratico Terra Acqua
Ostetrica Giulia Ceruffi il 11/06/2013, alle 15:41 (UTC)
 8 incontri Teorico Pratici!
La teoria per affrontare gli argomenti fondamentali nel prepararti a diventare MAMMA! La pratica per sfruttare al meglio i benefici dell'elemento acqua... circolazione, mal di schiena ma anche solo per tenerti in forma in questa particolare fase! Non mancheranno i momenti di RELAX e le occasioni di contatto con il proprio bambino!!
Sono aperte le iscrizioni!!
Anche in orario serale!!
 

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